Sociologia e cinelogia a confronto
Nella sua introduzione alla settima edizione del libro Cinelogia ontopsicologica, il prof. Paolo De Nardis, ordinario di Sociologia alla Sapienza Università di Roma, scrive: “…purtroppo gli studi sociologici sono diventati meno interessanti perché la sociologia non ha saputo inseguire quelli che sono gli stimoli, quelli che sono i suggerimenti, quella che è la brillantezza di una realtà che cambia, ed è rimasta agganciata alle stesse tematiche. L’impostazione di Antonio Meneghetti, attraverso l’ontopsicologia, trascende l’empasse dicotomica in cui si muovono sociologi e cinema. Con lo strumento cinelogico entra nell’analisi del profondo psichico, prosegue oltre l’impostazione freudiana e arricchisce la cassetta degli attrezzi dell’analista sociale, utilizzando il film come strumento per la spiegazione di determinate processualità psichiche sociologiche. ” La cinelogia, quindi, “si rappresenta come un utile strumento per spiegare i nostri sistemi sociali contemporanei, attraverso l’analisi del regista che esprime il rimosso e diventa vero protagonista della processualità filmica secondo la storica intuizione di Pudovkin. In tal modo è uno strumento adatto per dialogare su molti aspetti del sociale, per certi versi una specie di “disvelamento” della chiave di senso del film.”
http://www.sociologia.uniroma1.it/postlauream/altaformazione/Bando%20CAF%20Creativit_%20e%20Impresa%20a.a.%202010-2011.pdf
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